DOID: tecnologia per la divulgazione

La tecnologia al servizio della divulgazione culturale e scientifica.

Si scrive “Doid” e significa “do Interactive Design”, ovvero fare design interattivo. Forse non tutti sanno cosa significhi fare interactive design e per questo lo abbiamo chiesto alla caorlotta Barbara Martinazzi, titolare del brand “Doid” che dal 2011 rappresenta una delle più importanti realtà in Italia che si occupano di questo affascinante settore. “Fare Interactive Design significa utilizzare la tecnologia per proporre soluzioni multimediali e interattive, combinando competenze artistiche e tecniche – ci spiega Barbara, programmatrice informatica, laureata in Comunicazione Digitale e con un Master in Digital Environment


Design – Questo ci permette di progettare, sviluppare e realizzare installazioni multimediali, allestimenti innovativi ed interattivi e prodotti multimediali che possono essere utilizzati per dare un nuovo volto, più moderno ed accattivante, a mostre, musei ed eventi di vario genere”. Soprattutto ciò che conta, nell'esperienza dell'Interactive Design è il coinvolgimento “emotivo” del fruitore della mostra o dell'esposizione. Grazie ai supporti tecnologici, infatti, il visitatore diventa protagonista. “E' l'utente finale a scegliere quali contenuti approfondire tra quelli messi a disposizione, toccando uno schermo touch screen, scegliendo quali proiezioni osservare, oppure spostando cursori ed altri strumenti”. E così una bacchetta di direttore d'orchestra può diventare un comando a distanza che permette al visitatore di scegliere quale compositore conoscere in una mostra dedicata alla musica, o, grazie ad enormi schermi, si possono visionare meravigliosi giochi di luce e colore, e molto altro ancora. “Grazie alla continua evoluzione tecnologica – prosegue Barbara – abbiamo la possibilità di proporre idee sempre nuove che servono a dare un valore aggiunto all'evento per il quale interveniamo”. Per comprendere le potenzialità di questo settore basta fare una visita al sito
www.doid.biz, dove si possono osservare le importanti collaborazioni che Doid ha avuto con enti ed imprese italiane. Vale la pena di ricordare quella con la Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha portato all'allestimento, in occasione del 150^ anniversario dell'Unità d'Italia, di una interessante esposizione multimediale dedicata a Garibaldi (con un cursore, il visitatore poteva scorrere su un maxischermo e prendere visione degli eventi più importanti della vita dell'eroe), o quella con la Conai, ente che si occupa della raccolta rifiuti a

 

Milano, che ha portato alla realizzazione di una grande installazione multimediale che ha permesso ai bambini di giocare imparando il corretto conferimento dei rifiuti. Doid collabora inoltre con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Roma, per il quale cura tutte le mostre. Un'altra pregevole installazione interattiva è stata realizzata nel Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra (Svizzera) in occasione dell'evento “La scienza incontra l'arte all'ONU” che si è tenuto lo scorso novembre.

 

Tutto questo “patrimonio tecnico artistico” non è però limitato alla realizzazione di grandi eventi: anche le imprese, tra cui quelle turistiche, possono beneficiare dell'interactive design, ad esempio predisponendo schermi touch screen nelle hall degli hotel attraverso i quali il turista può accedere, in modo accattivante, ai contenuti che l'operatore ricettivo vuole divulgare.

 

 

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