Caorle e S.Giovanni XXIII

Caorle e le sue frazioni non sono celebri solamente per il culto dedicato alla Vergine.

Negli ultimi cinquant’anni infatti la popolazione caorlotta ha sviluppato un sentimento di sincera devozione anche per Papa Giovanni XXIII che pochi giorni fa è stato proclamato Santo da Papa Francesco. Angelo Roncalli, che fu anche patriarca di Venezia e quindi “vescovo” della Diocesi di cui fa parte il Vicariato di Caorle, visitò Caorle in più occasioni in quel periodo. Fu anche grazie alla sincera ammirazione che il patriarca provò in occasione della sua partecipazione alla processione a mare del 1958 che questa festa dedicata alla Madonna dell’Angelo da venticinquennale divenne una ricorrenza quinquennale. Un altro legame “indiretto” con Caorle, papa Giovanni XXIII lo ha creato attraverso le figure di Guido e Paolo Gusso, fratelli nati a Caorle e chiamati a servire il patriarca e futuro papa. Il primo, in particolare, fu attendente ed autista per dieci anni di Roncalli sia a Venezia che in Vaticano.

Grazie a lui ed ai suoi racconti, Caorle si è potuta avvicinare alla figura del “Papa buono” che – così ricordano alcuni pescatori – quando era in città soleva parlare con loro ed interessarsi delle loro famiglie e del loro lavoro. Anche Don Antonio Gusso, parroco della Croce Gloriosa di Porto Santa Margherita e Brian, che in seminario aveva conosciuto Roncalli, ha contribuito a rinsaldare il legame con il Santo. La nuova chiesa di Porto Santa Margherita, consacrata il 21 giugno 2009 e realizzata in Via delle Rondini (in prossimità della piscina comunale), è stata proprio dedicata al Beato (ormai Santo) Papa Giovanni XXIII. In tutto il Triveneto la chiesa della frazione di Caorle è l’unico edificio religioso dedicato al pontefice. Al suo interno sono raccolte alcune preziose reliquie del Papa buono: in una teca, ben visibile all’interno dell’edificio, sono raccolte alcune gocce di sangue del Santo, lo zucchetto e le pantofole che il pontefice usava durante le liturgie, un messale usato sempre dal Papa buono ed un pezzetto di stoffa bianca della sua toga. Sono inoltre custodite anche alcune medaglie commemorative ed un crocefisso che proprio l’allora patriarca Roncalli aveva donato a Caorle.

 

Attualmente sono in corso le pratiche per far diventare la chiesa di Porto Santa Margherita un santuario diocesano dedicato al culto del Santo: per tutti i turisti e residenti che volessero contribuire a questo importante percorso, fortemente voluto dal parroco, è a disposizione all’interno della chiesa un libro nel quale saranno raccolte le loro firme. Una volta raggiunto un numero ritenuto sufficiente, il libro sarà consegnato alla Diocesi di Venezia per proseguire con l’iter che potrebbe portare al riconoscimento del “rango” di santuario della bella chiesa della parrocchia della Croce Gloriosa.

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