Caorle e il culto mariano

Come forse molti di voi sapranno, Caorle è una delle più importanti realtà veneziane

dedicate al culto mariano. La storia di Caorle è infatti profondamente ed intimamente legata alla devozione per la Madonna dell’Angelo, protettrice della città, alla quale è dedicato il santuario a mare che rappresenta uno dei luoghi più suggestivi per fascino e mistero della località.

Ancora oggi, infatti, la città ricorda alcuni dei miracoli compiuti dalla Vergine con monumenti e festività. Vale la pena di ricordare ad esempio quanto accaduto il 31 dicembre del 1727: una forte mareggiata portò l’Adriatico ad allagare tutta Caorle, ma tutte le testimonianze dell’epoca ricordano che, nonostante la furia del mare, nel Santuario (all’epoca protetto da una mera cancellata in legno) non entrò nemmeno una goccia d’acqua. Di questa miracolo, ancora oggi rimane testimonianza grazie alle due lapidi con una crocetta, poste ai lati della porta d’ingresso, che ricordano a quale livello d’altezza fosse giunta l’acqua in occasione di quella spaventosa inondazione.

Due sono però le celebrazioni religiose che ancora oggi richiamano a Caorle migliaia di fedeli per pregare la Madonna dell’Angelo. La prima è la Festa annuale della Madonna dell’Angelo che si svolge ogni seconda domenica di luglio. Questa celebrazione che prevede il trasporto in solenne processione della Statua della Vergine, il sabato dal Santuario al Duomo di Caorle e la domenica dal Duomo al Santuario, accompagnata dall’ “incendio” con fuochi pirotecnici del campanile cilindrico simbolo della città, risale a un voto che i caorlotti fecero nel 1741. In quell’anno, la Serenissima Repubblica di Venezia, che viveva un periodo di forte crisi economica, decise di confiscare ai caorlotti i diritti di pesca sulla laguna di Caorle e sui canali lagunari: se questo fosse avvenuto, per la città sarebbe stata la fine, poiché la pesca in laguna era l’unica fonte di reddito della popolazione. Il 25 febbraio del 1741, quindi, i cittadini si riunirono nell’antico palazzo del Podestà per implorare l’aiuto della Vergine Maria affinchè Caorle non fosse privata della propria fonte di sostentamento. In cambio della grazia, i caorlotti promisero che una festa sarebbe stata organizzata in onore della Madonna. Poiché l’anno seguente la Repubblica di Venezia decise di non privare Caorle dei suoi diritti sulla Laguna, gli abitanti di Caorle decisero di rispettare il voto organizzando quella che sarebbe poi diventata la Festa annuale della Madonna dell’Angelo.

 

La seconda festività è invece la Festa quinquennale della Madonna dell’Angelo. Anche questa celebrazione vede risalire le sue origine molto in la nel tempo, addirittura prima del 1700. Ogni 25 anni, infatti, la città soleva ricordare la sua protettrice con una grande festività che venne interrotta verso la metà del XVIII secolo. Venne poi ripresa nel 1847 e si svolgeva ogni la domenica successiva alla solennità dell’Assunta. La statua della Vergine veniva trasferita dal Santuario al Duomo e ci restava per alcuni giorni, mentre numerose erano le celebrazioni religiose che accompagnavano quei giorni. La Festa fu però interrotta in concomitanza con le due guerre mondiali e poi ripresa nel 1944, 1949 e nel 1958, in concomitanza con il centenario delle apparizioni della Madonna a Lourdes. In quell’occasione, i caorlotti pensarono di accompagnare con un corteo acqueo la statua fino al Rione di Santa Margherita: anche il cardinale Angelo Roncalli, allora patriarca di Venezia e da poco proclamato Santo, partecipò alla processione che venne ritenuta uno dal futuro papa Giovanni XXIII uno dei più fulgidi esempi di devozione a Maria. Così colpito rimase papa Roncalli che la processione a mare da venticinquennale divenne quinquennale. Oggi si svolge nella settimana che comprende l’8 settembre e la prossima processione, che come ormai da tradizione, vedrà la Statua della Vergine trasportata a remi sulla “Caorlina grande” (imbarcazione storica di Caorle e Venezia) dal porto sul Rio Interno al Santuario ed accompagnata dal corteo dei motopescherecci.

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