Vivere gli antichi riti della pesca

Vivere in prima persona l’attesa e l’emozione della cattura del pescato fianco a fianco ai pescatori che conoscono ogni segreto del mare e della laguna. Assaporare il gusto del pesce appena catturato direttamente a bordo del peschereccio o a terra.
Sono emozioni, queste, che un turista in visita a Caorle non può certamente perdere. Emozioni che già nei prossimi mesi potranno essere vissute appieno, grazie ad una regolamentazione regionale che finalmente sembra consentire ai pescatori di accogliere sulle proprie imbarcazioni i turisti.
Con la pescaturismo e l’ittiturismo, dunque, si aprono nuove possibilità di vacanza e di cultura per i turisti che frequentano la perla dell’Adriatico. Sicuramente queste due nuove attività potrebbero rappresentare un’occasione di rilancio per la marineria, vero cuore pulsante della città, nata come borgo di pescatori che solamente in seguito ha scoperto il turismo.
Si tratterebbe insomma di consentire quasi un “ritorno alle origini”, all’insegna della scoperta, da parte del turista, del passato e della storia di Caorle, legata indissolubilmente alla sua Laguna ed al suo mare. E certamente saranno in molti a voler scoprire questo mondo, fatto di fatica, di lunghe attese, di gioie legate ad una fortunata giornata di pesca e di delusioni quando invece le “calate” non risultano fruttuose: sempre più persone, infatti, vogliono, almeno per un giorno, conoscere e sperimentare la vita dei pescatori, e non solo rimanere in spiaggia a prendere il sole.
Per il momento già una quindicina sono le imbarcazioni che si stanno preparando per offrire ai turisti questa interessante occasione di conoscere un mondo che neppure le moderne tecnologie hanno saputo privare del suo fascino e romanticismo.

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